Filippo Celli quarto al Genesis Championship 2026 in Corea e 78° nella Race to DubaiFilippo Celli chiude il Genesis Championship al quarto posto con -10 e sale fino alla 78ª posizione della Race to Dubai.

Filippo Celli ha chiuso il Genesis Championship al quarto posto, a tre colpi da Yuto Katsuragawa, e termina la Race to Dubai in 78ª posizione. Gli è mancato un solo colpo per prolungare la stagione ad Abu Dhabi: con un -11 avrebbe condiviso il secondo posto con Couvra e Lacroix e sarebbe entrato tra i primi 70. Ma il suo 2026 va letto da un’altra prospettiva. Due anni fa Celli aveva perso la carta del DP World Tour e nel 2025 era dovuto ripartire dall’HotelPlanner Tour. Dodici mesi dopo non deve più chiedersi dove giocherà: ha conservato la Category 10 ed è tornato a competere per vincere sul circuito maggiore.

Il 78° posto finale potrebbe sembrare un risultato incompleto. Celli non sarà tra gli italiani che dal 5 novembre giocheranno l’Abu Dhabi Aldar Championship: Gregorio De Leo ha chiuso la regular season 46°, Francesco Laporta 57°, Stefano Mazzoli 61° e Guido Migliozzi 67°. Celli, Francesco Molinari, 73°, e Matteo Manassero, 98°, hanno invece concluso qui la loro stagione sul DP World Tour.

Per capire davvero il significato di quel 78° posto bisogna però tornare indietro di due anni. Nel 2024, la sua prima stagione completa sul DP World Tour dopo il secondo posto al Q-School di fine 2023, l’italiano era ancora in zona utile per conservare la carta all’inizio di luglio. Una serie negativa nella seconda parte dell’anno lo fece precipitare fino al 137° posto prima dell’ultimo torneo della regular season, proprio in Corea. Il 28° posto al Genesis Championship non bastò, e nemmeno il Q-School gli restituì la carta. La strada verso il DP World Tour doveva ricominciare dal livello inferiore.

Il 2025 sull’HotelPlanner Tour non fu una parentesi

Celli ha riconosciuto in seguito che quella retrocessione non fu soltanto il prodotto di una stagione sfortunata. Ripensando al 2024, ha spiegato di avere commesso errori nella preparazione durante la pausa estiva e di avere capito che, a quel livello, il talento da solo non bastava. Il 2025 sull’HotelPlanner Tour diventò così qualcosa di più di un anno necessario per recuperare una categoria.

Dopo quattro tagli mancati consecutivi, Celli trovò continuità in estate. Il secondo posto all’Interwetten Open aprì una serie di quattro Top 5 in sei tornei, e ad agosto arrivò ciò che ancora mancava alla sua carriera da professionista: una vittoria. Al Dutch Futures, nei Paesi Bassi, iniziò l’ultimo giro con un colpo di vantaggio, scivolò momentaneamente dietro Hurly Long dopo due bogey sulle seconde nove, poi reagì con tre birdie nelle ultime quattro buche. Chiuse con un 65 e vinse a -15, due colpi davanti al tedesco.

Quel primo titolo lo portò al terzo posto del Road to Mallorca e mise praticamente al sicuro il ritorno sul DP World Tour. A fine stagione Celli chiuse settimo nella classifica generale e riconquistò la carta appena un anno dopo averla persa. Non era semplicemente tornato: aveva dovuto guadagnarsi di nuovo il diritto di tornare.

Nel 2026 il problema non era più soltanto conservare la carta

Il ritorno non fu immediatamente semplice. In agosto Celli si era già fatto notare con un secondo posto condiviso al Danish Golf Championship, a -12, tre colpi dietro Jeff Winther. Eppure a settembre, alla vigilia del BMW PGA Championship, occupava ancora la 116ª posizione della Race to Dubai.

Quella settimana a Wentworth cambiò la percezione della sua stagione. Al debutto nel torneo più prestigioso del calendario europeo, Celli si ritrovò dopo 54 buche a -13, in testa insieme a Manuel Elvira. Dietro di loro, a un colpo, c’erano il campione Major J.J. Spaun, Alejandro del Rey e Johannes Veerman; a due, tra gli altri, Rory McIlroy, Adam Scott e Joaquin Niemann.

Per un giocatore che dodici mesi prima stava ancora ricostruendo la propria carriera sull’HotelPlanner Tour, non era più una settimana giocata per sopravvivere, ma una possibilità di vincere una Rolex Series. La domenica non portò il primo successo sul DP World Tour: Spaun vinse a -17 e Celli chiuse sesto a pari merito a -14. Ma quel risultato lo rilanciò in classifica e dimostrò che il livello per competere con i migliori era tornato.

In Corea, da 86° con due obiettivi

Il Genesis Championship aggiunge un dettaglio quasi simmetrico alla storia. Nel 2024 Celli era arrivato in Corea 137° e alla disperata ricerca della carta. Nel 2026 è tornato nello stesso Paese 86° nella Race to Dubai, dal lato giusto della linea dei 100 che assegna la Category 10, e con un secondo obiettivo più ambizioso: recuperare sedici posizioni ed entrare nei primi 70 per prolungare la stagione ad Abu Dhabi.

Il suo torneo è iniziato con un 69. Venerdì ha accelerato con un 66, portandosi a -7, e un 71 sabato lo ha mantenuto nel gruppo che inseguiva Katsuragawa. Domenica ha chiuso con un 68 per un totale di 274 colpi, -10.

Davanti a lui soltanto Katsuragawa a -13 e i francesi Frédéric Lacroix e Martin Couvra a -11. Celli ha condiviso il quarto posto con Ryan Fox, Jorge Campillo, Antoine Rozner, Si Woo Kim, Sanghun Shin e Casey Jarvis. È il suo secondo Top 5 del 2026, dopo la Danimarca.

Un colpo da Abu Dhabi

Il quarto posto gli porta 160,57 punti e otto posizioni guadagnate, dalla 86ª alla 78ª. Non basta: Ryan Gerard, 70° e ultimo qualificato per Abu Dhabi, ha 868,14 punti, mentre Celli si ferma a 809,05. Gli mancano 59,09 punti.

È qui che il risultato diventa quasi paradossale. Con un colpo in meno, Celli avrebbe condiviso il secondo posto con Couvra e Lacroix, e i tre si sarebbero spartiti i punti di seconda, terza e quarta posizione. Anche nell’ipotesi più sfavorevole avrebbe incassato oltre 340 punti, chiudendo intorno a quota 990: ben sopra Gerard. Un solo colpo sui 72 buche di Woo Jeong Hills separava la fine della stagione da altre due settimane di Play-Off.

Questa volta, però, restare fuori dai Play-Off non significa dover ricominciare. È la differenza fondamentale rispetto al 2024: nel 2026 Celli arriva 86°, chiude 78° e ha già in tasca la stagione 2027.

Sette italiani conservano la Category 10

La fine della regular season offre anche un quadro interessante per il golf italiano. Sette giocatori hanno chiuso tra i primi 100 della Race to Dubai e ottengono la Category 10 per il 2027: Gregorio De Leo 46°, Francesco Laporta 57°, Stefano Mazzoli 61°, Guido Migliozzi 67°, Francesco Molinari 73°, Filippo Celli 78° e Matteo Manassero 98°. Più indietro, Renato Paratore (142°) e Fabrizio Zanotti (144°) finiscono nella fascia della Category 20.

I primi quattro proseguono ad Abu Dhabi. Per Molinari, Celli e Manassero la stagione si chiude con la regular season. La posizione di Celli è particolarmente interessante proprio perché si trova tra questi due mondi: abbastanza alta per garantirgli un 2027 molto più prevedibile, non abbastanza per giocare i tornei più ricchi di fine anno. Il prossimo obiettivo è quindi già evidente: non riconquistare il DP World Tour, ma restarci abbastanza in alto da arrivare fino a novembre.

Due Silver Medal, una stessa ultima settimana

Celli non è mai stato un giocatore privo di aspettative. Nel 2022 vinse l’European Amateur Championship, conquistò con l’Italia l’Eisenhower Trophy e soprattutto ottenne a St Andrews la Silver Medal come miglior dilettante dell’Open Championship. Fu soltanto il secondo italiano a riuscirci, dopo Matteo Manassero nel 2009.

La coincidenza ha qualcosa di significativo. Tredici anni separano le due medaglie, e la regular season 2026 si chiude per entrambi in Corea con lo stesso esito: nessun Play-Off, ma la carta piena per il 2027. Manassero l’ha salvata al 98° posto dopo undici settimane consecutive di gara; Celli l’ha consolidata con largo margine.

Quella stagione del 2022 aveva mostrato il talento. Le quattro successive hanno mostrato quanto sia difficile trasformarlo in una carriera stabile: il Q-School gli aveva aperto il DP World Tour, il 2024 glielo aveva tolto, l’HotelPlanner Tour glielo ha restituito, il 2026 gli ha permesso di conservarlo. E per qualche giornata, a Wentworth e ancora in Corea, Celli non ha giocato come qualcuno preoccupato soltanto di restare sul circuito.

Filippo Celli chiude la regular season 78° e non andrà ad Abu Dhabi. Guardando soltanto il ranking, la stagione potrebbe sembrare semplicemente discreta; guardando da dove arrivava, racconta qualcosa di diverso. Nel 2025 Celli doveva riconquistare il DP World Tour. Nel 2026 ha ricominciato a provare a vincerci.

Fonti

Di Laurent Agostini

Laurent Agostini è un giornalista specializzato nel golf dal 2010, fondatore di MyGolfMedia e autore di diversi libri dedicati a questo sport, tra cui «Penser avant de swinguer». Analizza l’attualità del golf, le tecnologie, l’attrezzatura e i metodi per migliorare il gioco con un approccio indipendente, basato su fatti, dati e testimonianze di professionisti.

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