Golf a Phuket, Thailandia: campi da golf tropicali, resort di lusso e paesaggi costieri affacciati sul Mare delle Andamane.Phuket unisce campi da golf tropicali, resort di lusso e spettacolari paesaggi costieri nel sud della Thailandia.

La Thailandia si è affermata tra le grandi destinazioni del turismo golfistico in Asia. Ma sull’isola di Phuket, famosa per le sue spiagge e i suoi resort, il golf occupa un posto particolare. Tra percorsi spettacolari, caldo tropicale, caddie, resort e tariffe talvolta elevate, il viaggio somiglia poco a una settimana di golf in Sicilia, alle Canarie o in Marocco. Per un golfista italiano, la vera domanda non è soltanto se a Phuket si possa giocare, ma se la destinazione meriti di essere scelta per i suoi percorsi.

Phuket, una meta turistica prima che golfistica

La Thailandia offre un vantaggio che poche destinazioni europee possono garantire: giocare a golf in pieno inverno in condizioni tropicali. Mentre molti circoli del Nord Italia fanno i conti con gelo, nebbia, green invernali e giornate corte, le regioni turistiche thailandesi accolgono golfisti in cerca di sole, percorsi curati tutto l’anno e un’organizzazione del gioco molto diversa da quella dei circoli italiani. Il caddie ha un ruolo centrale, le partenze al mattino presto sono le più richieste e la partita si inserisce spesso in un’esperienza turistica più ampia.

Phuket, però, non si è sviluppata attorno al golf. La sua reputazione internazionale si fonda anzitutto sulle spiagge, sui paesaggi, sull’offerta alberghiera e sull’apertura al turismo straniero. I percorsi sono arrivati in un secondo momento a completare l’offerta, con strutture in grado di accogliere una clientela internazionale esigente. Questa storia spiega una differenza fondamentale rispetto a Hua Hin o Pattaya: a Phuket il golf è una delle attività proposte da una grande meta di vacanza, mentre in altre regioni thailandesi può essere il motivo principale del viaggio.

Questa distinzione non penalizza Phuket. Determina semplicemente il tipo di soggiorno a cui l’isola si presta meglio. Un giocatore che vuole fare sei giri su sei percorsi diversi non avrà le stesse priorità di una coppia che desidera alternare golf, spiaggia, escursioni e ristoranti. Per il primo, il numero dei percorsi e la loro vicinanza sono decisivi. Per la seconda, la qualità dell’ambiente e delle strutture alberghiere può compensare ampiamente un’offerta golfistica meno densa.

I percorsi di Phuket: un’offerta più varia di quanto sembri

Il golf a Phuket non si riduce a un percorso da resort tra le palme. L’isola conta diverse strutture dalla personalità ben distinta, dai tracciati impegnativi di Blue Canyon ai rilievi spettacolari di Red Mountain. La zona permette inoltre di raggiungere percorsi nella vicina provincia di Phang Nga. Per organizzare quattro o cinque giri la scelta è reale, anche se le distanze stradali possono complicare rapidamente il programma.

Il Blue Canyon Country Club è uno dei principali riferimenti storici della destinazione. Il club dispone di due percorsi da 18 buche, il Canyon Course e il Lakes Course, che offrono esperienze diverse. Il Canyon Course è noto per i suoi ostacoli naturali, i dislivelli e la precisione che richiede nella scelta dei colpi. Il Lakes Course, come dice il nome, mette maggiormente in gioco gli ostacoli d’acqua e le scelte di posizionamento. I due percorsi non vanno confusi quando si organizza il viaggio, perché hanno caratteristiche proprie e condizioni di prenotazione proprie.

La storia di Blue Canyon merita un’attenzione particolare. Il club ha ospitato il Johnnie Walker Classic del 1998, vinto da Tiger Woods dopo una spettacolare rimonta su Ernie Els. Quel passato non garantisce ovviamente le condizioni di gioco attuali, ma ricorda che Phuket non ha aspettato il recente sviluppo dei resort di lusso per ospitare competizioni internazionali. Per un appassionato, giocare su un percorso legato a quella fase della carriera di Woods può essere un’attrattiva in più.

Il Red Mountain Golf Club offre un’esperienza molto diversa. Situato in un ambiente segnato da vecchie attività minerarie, il percorso sfrutta un terreno accidentato, formazioni rocciose e una fitta vegetazione tropicale. I cambi di quota e la conformazione di alcune buche possono rendere particolarmente costosi i colpi imprecisi. Poco lontano, il Loch Palm Golf Club si sviluppa attorno a un grande lago e propone un disegno meno spettacolare, ma complementare per chi vuole scoprire diversi stili di percorso senza moltiplicare i lunghi trasferimenti.

Laguna Golf Phuket appartiene a un’altra categoria. Questo percorso da 18 buche, par 71, fa parte di un resort integrato e punta sulla vicinanza di alloggi, ristoranti e servizi. Il tracciato attuale è il risultato di un’importante ristrutturazione avviata nel 2014 sotto la guida dell’architetto Paul Jansen, prima della riapertura nel 2015. Lagune, piantagioni e ostacoli d’acqua ne definiscono l’identità, mentre la sua posizione all’interno del resort rende semplice organizzare un giro per chi soggiorna sul posto.

L’offerta non si ferma ai confini amministrativi di Phuket. Nella vicina provincia di Phang Nga, l’Aquella Golf & Country Club propone un percorso da 18 buche affacciato sul mare delle Andamane, a circa 40 minuti a nord dell’aeroporto di Phuket. Inaugurato nel 2021 dopo una ricostruzione firmata Pacific Coast Design, occupa il sito dell’ex Thai Muang Golf Club, disegnato in origine da Andy Dye. I due nomi che a volte si incontrano nelle guide non corrispondono quindi a due percorsi diversi. Più nell’entroterra, il Katathong Golf Resort offre un’esperienza differente, tra rilievi e vegetazione tropicale.

Il Mission Hills Phuket Golf Resort e il Phuket Country Club completano le possibilità di gioco sull’isola. Il primo è noto per il disegno firmato Jack Nicklaus e per la vicinanza al mare, mentre il secondo rappresenta un’opzione più tradizionale, in particolare con il suo Old Course da 18 buche. Questi percorsi ampliano la scelta, soprattutto per chi vuole variare i giri senza cercare necessariamente le strutture più prestigiose.

I principali percorsi

PercorsoBucheParPosizione
Blue Canyon – Canyon Course1872Nord di Phuket, vicino all’aeroporto
Blue Canyon – Lakes Course1872Nord di Phuket, vicino all’aeroporto
Red Mountain Golf Club1872Kathu
Loch Palm Golf Club1872Kathu
Laguna Golf Phuket1871Bang Tao / Laguna
Phuket Country Club – Old Course1872Kathu
Mission Hills Phuket1872Nord-est di Phuket
Aquella Golf & Country Club1872Phang Nga
Katathong Golf Resort1872Mueang Phang Nga

Le distanze da Bang Tao, la lunghezza dei percorsi e i green fee vanno verificati sulle schede ufficiali e sulle tariffe valide per le date del viaggio. I tempi di percorrenza variano sensibilmente in base al traffico e alla posizione esatta dell’hotel. Sarebbe fuorviante indicare un tempo di trasferimento unico per ciascun percorso senza tener conto di questi fattori.

MyGolfMedia non ha ancora giocato personalmente questi percorsi. Le descrizioni si basano sulla documentazione dei circoli, sulla loro storia sportiva e sulle informazioni pubblicate da operatori specializzati. Permettono di individuare le caratteristiche dei tracciati, ma non costituiscono una valutazione sul campo dello stato attuale di green e fairway né della qualità dell’accoglienza.

Phuket a confronto con Hua Hin, Pattaya e Chiang Mai: dove si gioca il golf migliore?

Il confronto con le altre destinazioni thailandesi fa emergere i limiti di Phuket. Hua Hin vanta una lunga tradizione golfistica e un’offerta particolarmente adatta ai viaggi costruiti attorno ai percorsi. Black Mountain e Pineapple Valley sono tra i nomi più noti, mentre diversi altri circoli permettono di variare l’esperienza. L’ambiente turistico è meno insulare, ma il golfista può organizzare una settimana dedicata quasi interamente al suo sport, senza la sensazione di pagare per infrastrutture vacanziere che userà poco.

Pattaya propone un altro modello. La zona concentra un gran numero di percorsi, in particolare attorno al Siam Country Club e a Laem Chabang. La relativa vicinanza a Bangkok facilita inoltre l’accesso dall’aeroporto internazionale di Suvarnabhumi. Per un gruppo di golfisti che vuole moltiplicare i giri, la densità dell’offerta e la concorrenza tra i circoli sono argomenti seri. Dal punto di vista turistico, però, la destinazione è molto diversa da Phuket, con un ambiente urbano e balneare che non piacerà a tutti.

Chiang Mai offre una terza esperienza, nel nord montuoso della Thailandia. Il suo clima invernale può risultare più gradevole per chi sopporta male l’umidità tropicale, soprattutto nelle partenze del mattino. La regione conta percorsi rinomati come l’Alpine Golf Resort Chiang Mai e il Chiang Mai Highlands. Seduce anche per il patrimonio culturale, i paesaggi e un’atmosfera molto diversa da quella delle grandi località balneari. Il periodo degli incendi agricoli e dell’inquinamento atmosferico, particolarmente problematico in alcuni mesi, va però considerato nella scelta delle date.

Phuket conserva un vantaggio che non si misura in numero di buche: la possibilità di soggiornare su un’isola turistica internazionale, giocare alcuni percorsi notevoli e dedicare il resto del tempo ad attività che non hanno nulla a che vedere con il golf. Per un viaggio di dieci o quattordici giorni, questo equilibrio può essere più interessante di una meta interamente orientata ai green fee. Per sei giornate consecutive di golf, invece, Hua Hin e Pattaya meritano di essere valutate per prime.

Il calendario climatico: perché da dicembre a marzo è il periodo migliore

A Phuket la scelta del periodo incide in modo notevole sull’esperienza golfistica. Il clima è tropicale, con temperature elevate tutto l’anno, ma le precipitazioni variano molto. Le medie climatiche indicano circa 23 mm di pioggia a gennaio e 26 mm a febbraio, contro quasi 387 mm a settembre. Quel mese conta in media quasi 23 giorni di pioggia, contro appena tre a febbraio.

Precipitazioni medie mensili a Phuket

MesePioggia media
Gennaio23 mm
Febbraio26 mm
Marzo59 mm
Aprile138 mm
Maggio270 mm
Giugno237 mm
Luglio284 mm
Agosto283 mm
Settembre387 mm
Ottobre296 mm
Novembre174 mm
Dicembre62 mm

Medie climatiche mensili, valori arrotondati. Fonte: Organizzazione meteorologica mondiale.

Dicembre, gennaio, febbraio e marzo sono i mesi più favorevoli per un viaggio golfistico. A dicembre possono ancora verificarsi alcuni rovesci, soprattutto a inizio mese, mentre gennaio e febbraio registrano le precipitazioni più basse. Marzo è asciutto quanto dicembre, ma temperature e umidità aumentano progressivamente. Per i golfisti che soffrono il caldo, gennaio e febbraio offrono in genere il miglior compromesso.

Il vantaggio rispetto alle mete invernali più vicine è evidente in pieno inverno. Belek, Marrakech o le Canarie si raggiungono dall’Italia in poche ore di volo, ma a gennaio e febbraio non garantiscono sempre caldo e assenza di pioggia, e restano lontane dalle condizioni estive. A Phuket chi cerca l’estate durante l’inverno europeo trova un contesto climatico più favorevole. Bisogna però accettare di giocare con un caldo a volte estenuante, soprattutto quando il giro si prolunga fino al primo pomeriggio.

La stagione delle piogge non significa che i percorsi diventino sistematicamente impraticabili. Alcune giornate permettono di giocare normalmente, mentre altre sono disturbate da acquazzoni intensi. Le tariffe possono allora diventare più interessanti, ma un soggiorno breve dedicato soprattutto al golf comporta più rischi. Per chi dispone di due settimane e può spostare i giri in base al meteo, il compromesso è più accettabile che per un gruppo che ha prenotato quattro partenze in cinque giorni.

Laguna Golf Phuket: il modello del resort integrato

Sulla costa nord-occidentale di Phuket, Laguna Golf Phuket illustra il modo in cui l’isola ha sviluppato la sua offerta golfistica. Il percorso da 18 buche, par 71, fa parte di un complesso turistico che comprende sei hotel, oltre 1.400 camere, ristoranti, spa e diverse strutture per il tempo libero. Il complesso occupa una vasta proprietà sul mare delle Andamane e si trova a circa 25 minuti dall’aeroporto internazionale di Phuket, secondo le informazioni fornite dal gestore. Navette e barche permettono agli ospiti degli hotel di spostarsi gratuitamente tra le strutture del comprensorio.

Per il golfista, questa organizzazione ha un vantaggio evidente: si può giocare senza dover organizzare ogni mattina uno spostamento attraverso l’isola. Il resort dispone inoltre di un’accademia di golf a marchio PGA, con un’offerta didattica per diversi livelli di gioco. Chi desidera prendere lezioni durante il soggiorno può così abbinare allenamento, giri e vacanza nello stesso luogo. Il resort rivendica diversi riconoscimenti e presenta la sua accademia come una struttura particolare nel panorama golfistico asiatico, ma questi argomenti promozionali non bastano, da soli, a dimostrare una superiorità sportiva rispetto agli altri circoli di Phuket.

Il modello ha anche i suoi limiti. Soggiornare a Laguna non dà automaticamente accesso a tutti i percorsi dell’isola, e chi vuole scoprire Blue Canyon, Red Mountain o Aquella dovrà organizzare trasferimenti e prenotazioni aggiuntive. Il complesso risponde quindi particolarmente bene alle esigenze di chi cerca comfort, un’organizzazione semplice e un’esperienza golfistica integrata nella vacanza. Per un gruppo che vuole soprattutto scoprire il maggior numero di percorsi, un alloggio indipendente e ben posizionato può offrire più flessibilità.

Il listino ufficiale di Laguna Golf Phuket, consultato a ottobre 2026, indica 5.600 baht per 18 buche, caddie incluso e golf cart escluso. Il cart costa 700 baht in più per giocatore. La mancia al caddie è a parte. Alcuni operatori possono proporre tariffe inferiori, soprattutto in bassa stagione. Il prezzo effettivo dipende dal periodo e dai servizi compresi nella prenotazione.

Caldo, piogge tropicali e manutenzione dei green: l’altra sfida di Phuket

Un percorso tropicale può essere spettacolare in fotografia e molto più complicato da mantenere di quanto sembri. La combinazione di temperature elevate, umidità persistente e piogge intense impone vincoli particolari ai responsabili della manutenzione. Durante il monsone il drenaggio diventa essenziale, mentre la crescita rapida dell’erba, le malattie e la gestione delle superfici di putting richiedono un controllo costante. Non si tratta solo di mantenere verdi i fairway, ma di garantire condizioni di gioco regolari nonostante le variazioni stagionali.

È in questo contesto che Laguna Golf Phuket ha annunciato, il 18 agosto 2026, la nomina di Daniel Green a direttore dell’agronomia. Il professionista vanta oltre 35 anni di esperienza nella costruzione, nella ristrutturazione e nella manutenzione di percorsi, in particolare in Thailandia, in Medio Oriente e nell’Oceano Indiano. Ha ricoperto ruoli di responsabilità al Blue Canyon Country Club, al Chee Chan Golf Resort e all’Alpine Golf & Sports Club, e ha partecipato alla preparazione di percorsi per competizioni professionistiche, tra cui le prime edizioni dell’Abu Dhabi Golf Championship.

La nomina aiuta a capire gli investimenti necessari per gestire un percorso tropicale, ma non permette ancora di misurare un miglioramento delle condizioni di gioco. Arrivato ad agosto, Daniel Green ha soprattutto il compito di organizzare la manutenzione e lo sviluppo del percorso nel lungo periodo. Le domande più pertinenti riguardano le specie erbose utilizzate, i metodi di drenaggio, la frequenza delle carotature, i programmi di ristrutturazione e le eventuali interruzioni del gioco durante i lavori.

Le essenze da clima caldo, come alcune varietà di bermuda, zoysia o paspalum, differiscono per tolleranza al caldo, all’umidità e alla salinità, oltre che per esigenze di manutenzione. Il loro comportamento influenza la compattezza dei fairway, la densità del rough e la regolarità del rotolamento sui green, e si gioca in modo diverso rispetto ai green in agrostide e poa familiari a molti golfisti italiani. Sarebbe tuttavia fuorviante attribuire una specie precisa a Laguna o a un altro percorso senza disporre del suo inventario agronomico. L’Asian Turfgrass Center, guidato in particolare dallo specialista Micah Woods, è un riferimento tecnico indipendente per comprendere questi aspetti.

Per il viaggiatore, tutto questo ha una conseguenza molto concreta. Un percorso può essere aperto pur presentando green appena carotati, zone in riparazione o fairway segnati da forti piogge. Prima di prenotare un giro costoso, soprattutto in bassa stagione, conviene quindi chiedere il calendario della manutenzione e le condizioni di gioco previste. Il prestigio di un circolo o la qualità del suo hotel non sostituiscono questa informazione.

Il caddie, una particolarità del golf thailandese che cambia il prezzo del giro

Giocare a golf in Thailandia significa scoprire un’organizzazione diversa da quella della maggior parte dei circoli italiani. Sui percorsi di Phuket il caddie è generalmente obbligatorio. Il suo ruolo va ben oltre il trasporto della sacca: accompagna il giocatore, indica le distanze, aiuta a leggere i green, cerca le palline perse e si occupa della manutenzione ordinaria del percorso durante il giro. Fa parte dell’esperienza locale e può essere particolarmente utile su un tracciato sconosciuto.

È anche un costo da inserire nel budget. Le tariffe del caddie si aggirano in genere sui 300-400 baht per 18 buche, a cui si aggiunge una mancia abituale di 400-500 baht. Quando queste voci sono fatturate a parte, il costo totale arriva a 700-900 baht per giro, cioè 2.800-3.600 baht per quattro percorsi, circa 75-96 euro al cambio utilizzato. Alcuni circoli o operatori includono però il caddie nel green fee, come nel caso della tariffa ufficiale di Laguna Golf Phuket. La mancia resta allora a carico del giocatore.

Il golf cart è un’altra voce di spesa. Alcuni percorsi lo impongono, soprattutto per via del terreno o delle distanze tra le buche, mentre altri permettono di camminare. Le tariffe si aggirano spesso sui 700 baht per un cart singolo, ma le condizioni cambiano da circolo a circolo. Non bisogna quindi confrontare due green fee senza verificare cosa includano. Un green fee di 3.500 baht può così avvicinarsi ai 5.000 baht una volta aggiunti caddie, cart e mancia.

Anche il caldo cambia le abitudini. Partire al mattino presto permette di evitare parte delle temperature più alte e lascia più tempo per le altre attività della giornata. Bisogna portare acqua a sufficienza e una protezione solare adeguata, e accettare che un giro a 32 °C con forte umidità possa essere più faticoso di un giro estivo in Italia. Il dress code è generalmente quello classico dei circoli, mentre eventuali requisiti di handicap vanno verificati direttamente con i circoli al momento della prenotazione.

Quanto costa davvero una settimana di golf a Phuket?

La fama della Thailandia come destinazione economica va ridimensionata quando si parla di golf. I prezzi delle grandi località turistiche internazionali non hanno nulla a che vedere con quelli di alcuni percorsi locali meno noti. A Phuket le tariffe variano molto in base al percorso, alla stagione e al canale di prenotazione. Le tariffe negoziate dalle agenzie specializzate possono essere sensibilmente inferiori ai prezzi pubblici, ma i servizi inclusi non sono sempre gli stessi. Un green fee vantaggioso può perdere parte del suo interesse quando trasporto, caddie e cart vengono fatturati a parte.

Le offerte pubblicate per il periodo aprile-ottobre 2026 permettono di misurare queste differenze. In bassa stagione alcuni operatori specializzati proponevano Laguna Golf Phuket a 4.100 baht, caddie incluso. La differenza rispetto alla tariffa pubblica dipende sia dalla stagione sia dal canale di prenotazione; le tariffe negoziate di alta stagione vanno richieste per le date del viaggio. Red Mountain era proposto a circa 4.600 baht in una formula con green fee, caddie e cart, mentre Loch Palm si poteva prenotare a circa 3.700 baht con caddie ma senza cart. Questi importi non vanno interpretati come tariffe garantite per dicembre o gennaio, quando la domanda turistica è più alta.

Per la conversione, il cambio indicativo utilizzato è di 1 euro per 37,60 baht, il riferimento adottato a ottobre 2026. Un giro fatturato 4.500 baht corrisponde quindi a circa 120 euro. Quattro giri a questo livello di prezzo arrivano a 480 euro, a cui possono aggiungersi mance, trasferimenti e qualche attrezzatura. Il golf diventa rapidamente una delle principali voci del budget, dopo i voli e l’alloggio.

Ecco tre simulazioni per un soggiorno di sette notti con partenza dall’Italia e quattro giri di golf. Si tratta di budget indicativi elaborati a ottobre 2026, non di preventivi per una specifica settimana di alta stagione. I voli sono presentati come forbici di prezzo, perché dipendono molto da date, aeroporto di partenza, scali e anticipo della prenotazione.

Spesa a personaEconomicoComfortAlta gamma
Volo andata e ritorno650–900 €800–1.100 €1.000–1.400 €
Alloggio, 7 notti in camera doppia175 €350 €700 €
4 giri, caddie, cart e mance470 €550 €700 €
Trasferimenti e spostamenti70 €110 €180 €
Pasti e spese correnti140 €210 €350 €
Budget totale stimato1.505–1.755 €2.020–2.320 €2.930–3.330 €

Lo scenario economico presuppone una selezione di percorsi a prezzi moderati, prenotazioni negoziate e la possibilità di camminare su alcuni percorsi senza noleggiare sempre un cart. Non consente necessariamente di giocare quattro volte sui percorsi più prestigiosi della zona. Lo scenario intermedio permette più scelta, mentre il budget di alta gamma comprende alloggi più costosi e una selezione di percorsi premium. In tutti e tre i casi le simulazioni si basano su due persone in camera doppia, ciascuna delle quali gioca quattro giri, con voli in classe economica. Noleggio delle sacche ed escursioni importanti non sono compresi.

L’insegnamento principale è che una settimana di golf a Phuket non è necessariamente un’operazione economica. Il volo pesa molto, soprattutto per un soggiorno di sole sette notti. Su dieci o quattordici giorni, invece, il suo costo si distribuisce su un periodo più lungo, il che migliora l’interesse relativo della destinazione. È uno dei motivi per cui Phuket sembra più adatta a un soggiorno prolungato che a una breve fuga golfistica.

Organizzare il viaggio: i dettagli che fanno la differenza

Dall’Italia, Neos opera un volo diretto stagionale tra Milano Malpensa e Phuket, con circa 11 ore di volo e una frequenza limitata: il calendario va verificato direttamente con la compagnia. Da Roma e dagli altri aeroporti italiani, le soluzioni più comuni prevedono uno scalo a Dubai, Doha, Abu Dhabi o Istanbul, oppure una coincidenza a Bangkok. Disponibilità e tariffe dipendono dalle date del viaggio.

La scelta dell’alloggio deve tener conto della distribuzione dei percorsi. Soggiornare nel nord di Phuket, attorno a Bang Tao o Laguna, permette di ridurre gli spostamenti verso Blue Canyon, Laguna e alcuni percorsi di Phang Nga. Un hotel molto più a sud può essere piacevole per la vacanza, ma imporre tragitti più lunghi per raggiungere le partenze. Il traffico va inserito nel programma, soprattutto quando si è prenotato un orario di partenza e il trasporto della sacca richiede un veicolo adeguato.

Per una settimana, quattro giri costituiscono un programma equilibrato. Il primo giorno può essere dedicato all’arrivo e alla sistemazione, seguito da un giro a Laguna o a Loch Palm. Blue Canyon merita poi una giornata intera, prima di una pausa per scoprire l’isola. Red Mountain offre una terza esperienza, più spettacolare e potenzialmente impegnativa, mentre il quarto percorso può essere scelto tra il Lakes Course, Aquella e Katathong a seconda delle preferenze e del tempo disponibile. Questa organizzazione lascia spazio sufficiente alle attività turistiche ed evita che il viaggio si trasformi in una successione di trasferimenti e sveglie all’alba.

Le condizioni d’ingresso sono cambiate di recente. Dal 15 settembre 2026, i cittadini italiani con passaporto ordinario beneficiano di un’esenzione dal visto turistico limitata a 30 giorni, contro i 60 precedenti; è possibile richiedere sul posto un’unica proroga. La Thailandia richiede inoltre una carta di arrivo digitale, la Thailand Digital Arrival Card (TDAC), da compilare gratuitamente online nelle 72 ore precedenti l’ingresso. Il passaporto deve avere una validità residua di almeno sei mesi all’arrivo. Queste disposizioni vanno verificate su Viaggiare Sicuri prima della partenza, soprattutto per un soggiorno prolungato.

Perché non uno scalo golfistico a Dubai?

Il nuovo accordo annunciato a ottobre 2026 tra Laguna Golf Phuket e Viya, che gestisce tra gli altri l’Emirates Golf Club e il Jumeirah Golf Estates, riguarda i soci delle due reti. Prevede tariffe preferenziali e alcuni vantaggi reciproci, senza estendere queste condizioni a tutti i turisti. Il suo interesse per il viaggiatore italiano è quindi limitato, salvo che possieda già una membership idonea.

I collegamenti aerei tra gli Emirati Arabi Uniti e Phuket aprono invece un’altra possibilità. Emirates opera tre voli giornalieri diretti tra Dubai e Phuket e serve diversi aeroporti italiani, il che permette di trasformare lo scalo in una sosta di due o tre giorni a Dubai prima di una settimana in Thailandia. Le due destinazioni offrono esperienze golfistiche molto diverse, tra percorsi nel deserto, infrastrutture urbane e vegetazione tropicale. Una formula del genere richiede naturalmente un budget superiore e prenotazioni separate dei percorsi, ma può interessare chi vuole sfruttare un lungo viaggio per scoprire due mondi golfistici.

Phuket vale davvero il viaggio per giocare a golf?

Phuket ha abbastanza percorsi interessanti da giustificare diverse giornate di golf. Blue Canyon porta una dimensione sportiva e storica, Red Mountain offre un ambiente spettacolare e Laguna il comfort di un resort integrato. I percorsi vicini di Phang Nga ampliano le possibilità, a patto di accettare spostamenti aggiuntivi. La destinazione non è quindi una semplice località balneare dove sono state tracciate alcune buche per intrattenere i turisti.

Non è però necessariamente la scelta migliore per un viaggio esclusivamente golfistico in Thailandia. Hua Hin e Pattaya dispongono di un’offerta particolarmente densa e permettono di costruire programmi più centrati sul gioco. Chiang Mai è un’alternativa per chi cerca un ambiente di montagna e temperature invernali a volte più gradevoli. Phuket si distingue meno per il numero di percorsi che per la combinazione tra golf, infrastrutture turistiche, spiagge e clima favorevole durante l’inverno europeo.

Probabilmente è qui che risiede la vera identità golfistica di Phuket: una meta di vacanza abbastanza ricca di percorsi da soddisfare un golfista esigente, più che una destinazione pensata esclusivamente attorno al golf. Per alcuni giocatori sarà un limite. Per molti altri sarà proprio la sua principale attrattiva.


Fonti e riferimenti

Documentazione consultata a ottobre 2026. Le tariffe indicate corrispondono ai listini disponibili a quella data; le offerte stagionali possono cambiare.

Percorsi, storia e tariffe

  • Laguna Golf Phuket – tariffe ufficiali
  • Golf Phuket – tariffe negoziate per Laguna
  • Phuket Golf Course – tariffe dei percorsi nel 2026
  • Phuket Golf Leisure – offerte e tariffe dei percorsi
  • Golf Course Architecture – riapertura di Laguna dopo la ristrutturazione di Paul Jansen
  • Phuket101 – Aquella Golf & Country Club e storia di Thai Muang
  • The Phuket News – inaugurazione di Aquella nel 2021
  • Planet Golf – ricostruzione e inaugurazione di Aquella
  • DP World Tour – vittoria di Tiger Woods al Johnnie Walker Classic 1998

Clima, trasporti e condizioni d’ingresso

  • Organizzazione meteorologica mondiale – medie climatiche di Phuket
  • Banca centrale europea – tasso di cambio euro/baht
  • Neos – volo Milano Malpensa–Phuket
  • Viaggiare Sicuri (Farnesina) – scheda Thailandia
  • Ambasciata Reale di Thailandia a Roma – carta di arrivo digitale

Documentazione professionale

  • Laguna Golf Phuket e Viya, Reciprocal Club Agreement, ottobre 2026, comunicato inviato alla redazione.
  • Laguna Golf Phuket, Appointment of Daniel Green as Director of Agronomy, 18 agosto 2026, comunicato inviato alla redazione.
  • Asian Turfgrass Center – risorse tecniche sui tappeti erbosi tropicali

Di Laurent Agostini

Laurent Agostini è un giornalista specializzato nel golf dal 2010, fondatore di MyGolfMedia e autore di diversi libri dedicati a questo sport, tra cui «Penser avant de swinguer». Analizza l’attualità del golf, le tecnologie, l’attrezzatura e i metodi per migliorare il gioco con un approccio indipendente, basato su fatti, dati e testimonianze di professionisti.

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